Capitolo 2
Ahiru vide il bambino e…
“Quack!”
Si era trasformata in una papera e iniziò ad agitarsi come una pazza, quando il bambino attratto dal ciondolo rosso cercava di prenderlo.
Ahiru vide dei garofani nel giardino. Avevano un odore così buono che se li mangiò.
Fakir prese un vaso pieno d’acqua con un sospiro.
“Bene, ora che l’hai visto, dovrò spiegarti questo.” Fakir versò dell’acqua su Ahiru e lei ritornò una ragazza. Fakir arrossì ancora.
“Per favore copriti con la tenda o qualcosa!”
“Scusa!” anche Ahiru arrossì “Perché questo bambino è qui, Fakir ? È figlio di un tuo parente ?”
“No, non lo è.”
“Allora deve essere il figlio di uno dei tuoi vicini…”
“No…”
“Ci sono! Rachel ha avuto finalmente un bambino! È passato tanto tempo, deve essere così felice.”
“Ti sbagli…”
In quel momento Uzura irruppe nella stanza.
“È il bambino di Fakir - zura! Me l’ha detto lui! Amore amore amore…” Ahiru arrossì e Fakir quasi morì dalla vergogna.
“Di cosa stai parlando?! Io non ho mai detto questo!! Come posso essere padre, per l’amor di Dio! Io mai…” la faccia di Fakir era rossa come un peperone.
“Guarda, qualcuno lo ha lasciato davanti alla mia porta con un biglietto. Devo prendermi cura di lui ma non so come, questo è il motivo per cui ho saltato la mia lezione.”
“Vedo… Ma cosa facciamo ? Non la smette di piangere, devi aver sbagliato qualcosa con lui.”
“Gli ho dato adesso da mangiare…gli ho dato una fetta di salsiccia. L’avrebbe già dovuta mangiare…”
“Ma questo bambino è troppo piccolo per avere i denti. Come fa…?” Ahiru sobbalzò. Aveva notato qualcosa fuori dalla finestra e si era affrettata ad afferrarla.
‘Yuck! Mosche ed insetti sono buoni mentre odio la carne di maiale.’
“Cosa… ?” a Fakir spuntò una gocciolina di sudore per l’imbarazzo. “Ti ripeto che devi aiutarmi…Io, non so nulla sui bambini e tu sei una ragazza, quindi dovresti sapere cosa fare. Inoltre non badano se anche tu salti le lezioni, tanto non passeresti comunque.”
Ahiru sbuffò “Sei ingiusto, Fakir!”
“Per favore, non dire a nessuno di ciò. Dì a Neko- Sensei che ho una malattia contagiosa. Digli che ho il morbillo e che tu mi stai aiutando ad esercitarmi per L’Uccello di Fuoco.”
“Ma…”
“Per favore…” l’espressione di Fakir era così supplichevole che Ahiru non riuscì a rifiutare.
“Va bene, lo farò.”
________________________________________
Fu una giornata estenuante per Fakir e Ahiru. Il bambino ora dormiva pacificamente nella cesta mentre loro stavano in cucina, a prendere il tè dopo aver cenato.
“Sono stanca. Non credo sarò capace di aiutarti ad esercitarti per L’Uccello di Fuoco… ad ogni modo, qual è il nome del bambino ?” chiese Ahiru.
“Non lo so. Su quel biglietto non c’è scritto.” rispose Fakir.
“Dovremmo dargli un nome, ne Fakir ?”
“Potremmo chiamarlo Garin…” l’espressione di Fakir si rabbuiò un po’ ‘ “Guerriero” avrà molto più coraggio di me, questo è sicuro.’
“Ma è troppo piccolo per questo nome! Lo chiameremo Ga-chan!”
“Come vuoi. Si è fatto tardi, devi tornare a casa.” Fakir si alzò in piedi.
“Non posso! Neko-Sensei mi ha detto di non lasciarti perché sei “malato” e non vuole che si ammalino anche gli altri studenti dell’Accademia. Sai che non sono brava a mentire, quindi cosa potrei dirgli se dovesse chiedermi di te ? Capirebbe che sto mentendo e dovrò sposarmi con lui e questo sarebbe terribile, e Lilie esulterebbe ma…” Ahiru iniziò a sconfortarsi.
“Ma qui c’è un solo letto, dove avresti intenzione di dormire ?” Fakir tagliò corto arrossendo un po’.
Ahiru si interruppe, la sua faccia era rossa come un pomodoro.
“Non preoccuparti, dormirò su una sedia…”
“Baka! Non ti permetterò di farlo! Dormirai nel mio letto.”
Fakir andò nella propria camera per prendere una coperta.
‘Doveva essere Mytho ad interpretare il ruolo principale. Sono stanco e non ho tempo di esercitarmi. Cavoli, devo ancora riparare quel buco nel tetto… Beh, c’è sempre domani.’ Sospirò Fakir. Ahiru ritornò ma all’improvviso lui non la vide più.
“Strano, era qui un minuto fa.” Poi lui vide Ahiru nella sua forma di papera completamente fradicia.
“Così potrete dormire insieme-zura!” disse ridendo Uzura con in mano un vaso vuoto. “Uzura va a giocare, fate sogni d’oro!”
Fakir non era molto sicuro di questo…
________________________________________
Erano passate due ore da quando erano andati a letto. Ahiru stava dormendo pacificamente sul cuscino di Fakir ma lui non ci riusciva.
‘Perché non riesco a dormire ? Sono esausto… ma stando così vicini mi è difficile. Ora è una papera ma è sempre Ahiru. Perché sono così nervoso ?’ pensò Fakir “Adesso che il bambino sta dormendo dovrei approfittare di questa opportunità e cercare di dormire.”
Fuori dalla finestra nuvole di pioggia coprivano il cielo notturno mentre gli occhi di Fakir si chiudevano.
Una goccia d’acqua entrò dal buco nel tetto e centrò una certa papera.
Ahiru non si svegliò ma brividi di freddo percorsero il suo corpo nudo e istintivamente cercò un po’ di calore, e lo trovò in Fakir. Lei si addormentò felicemente, cullata dal calore di Fakir.
________________________________________
Era così caldo e accogliente. Fakir non si era mai sentito così, non aveva bisogno di nient’altro per essere felice. Lui non si era ancora svegliato e le proprie palpebre erano chiuse.
‘Strano, ho dormito qui ogni notte ma non mi sono mai sentito così comodo.’ pensò.
All’improvviso realizzò che c’era qualcosa di sbagliato.
‘Aspetta.. cos’ è questo peso che sento sulla schiena ? Oh, no!’
Fakir aprì lentamente gli occhi e notò qualcosa che non si sarebbe mai aspettato. Ahiru stava dormendo nuda nel suo letto, le braccia strette attorno alla sua vita.
‘Dannazione, cosa è successo ? Non può essere… No, ricorderei se una cosa come QUESTA fosse successa, io non ? Cosa abbiamo fatto ?! Calma, Fakir…’
Tentò di staccarsi da Ahiru ma dopo tanti tentativi si trovò solo faccia a faccia con lei.
‘Dio, questo è ancora peggio. Se adesso si sveglia… devo almeno coprila con una coperta.’
La guardò dormire e un piccolo sorriso si dipinse sul suo volto.
“È una stupida, ma ha un cuore così grande… ed è così carina quando dorme.” Le accarezzò il viso e prima di rendersene conto il proprio viso era vicinissimo al suo.
________________________________________
Capitolo 3
Fakir sentì il suo cuore battere all’impazzata. Chiuse gli occhi e accorciò la distanza tra loro… ma che potesse farcela fu troppo tardi , perché Ahiru spalancò i suoi occhi urlando.
“Fakir ? Cosa è successo ?” lei era troppo innocente per capire cos’era successo ma arrossì un poco.
La sua parte di ragazza era consapevole della presenza di Fakir.
Fakir non parlò. In effetti era pietrificato ma cercò di non mostralo. La sua mente era bianca come un foglio su cui nessuno aveva scritto per mancanza di ispirazione. Quando la sua mente registrò quanto stava accadendo arrossì e si voltò. Si rispose che non poteva fingere che niente era successo. Non l’aiutava di certo il fatto che Ahiru non portasse alcun vestito, così si svegliò e andò verso la cesta del bambino.
“Il bambino sta piangendo…”
“Lui ? Non sento nulla.”
Fakir diede un calcio alla cesta leggero abbastanza da non far male al bambino ma forte abbastanza per svegliarlo. Ga-chan iniziò a piangere
“Vedi ? Bene, io vado a dormire in cucina.” e senza nessuna spiegazione Fakir uscì fuori dalla stanza.
“Aspetta! Fakir, non è giusto!!”
La porta si richiuse dietro di lui.
Ahiru si alzò e si avvolse un lenzuolo addosso e andò a cercare Ga-chan. Lei prese il bambino tra le sue braccia e si sedette sul letto di Fakir.
“Fakir non è un idiota… non piangere, piccolo.” Ahiru chiuse gli occhi ed iniziò a cantare una ninna nanna. La sua voce non era molto intonata, ma il suo canto era così dolce che il bambino smise di piangere e si mise a dormire.
‘Non ha orecchio. Non capisco perché vuole essere una ballerina, con così poco talento…’ Fakir l’ascoltò in cucina seduto su una sedia, e nonostante le proprie parole abbozzò un sorriso, addormentandosi anche lui.
________________________________________
Il mattino dopo, dopo essere andato a fare la spesa iniziavano le sue esercitazioni per L’Uccello di Fuoco. Fakir non se la sentiva tanto perché aveva passato la notte a dormire su una sedia e aveva tutti i muscoli indolenziti, ma Ahiru aveva tanto insistito che non poté rifiutare.
“Non abbiamo la musica. Quindi proveremo solo i passi. Ti guiderò io.” Fakir disse questo mentre spostava il tavolo ed alcune sedie dalla stanza per fare spazio.
“Fakir, sei davvero fortunato ad avere il ruolo del protagonista. Se Mytho era qui scommetto che Neko-Sensei avrebbe preso lui per la parte.” Ahiru sognò ancora ad occhi aperti ma le sue parole irritarono Fakir.
“Io non so se sono bravo come Mytho ma puoi smetterla di dire questo ? Sono il miglior studente dell’Accademia ora che Mytho ha creato la sua Scuola di Danza, almeno io danzo non come una che conosco.”
Ahiru sbuffò ma rimase in silenzio. Fakir dopotutto aveva ragione. Se lei potesse essere ancora la Principessa Tutù…ma questo non può più succedere e lei doveva essere grata di essere ancora una ragazza.
“Dimenticalo, e vieni qui. Sai la storia, no ? Neko-Sensei ne ha parlato a tutta la classe.”
“He he… suppongo che dormivo quel giorno…” Ahiru rise nervosamente.
Fakir si innervosì dall’imbarazzo.
“Il protagonista ne L’Uccello di Fuoco è il giovane principe Ivan Tsarevich, che all’inizio erra nel giardino del malvagio King Kastcheï. Ivan è alla ricerca del mitico uccello di fuoco ed interrompe la danza degli uccelli per prenderlo, dopo essersi assicurato una delle sue magiche piume, Ivan vede l’uccello di fuoco. Dopo un gruppo di principesse entra nel giardino, ma si trovano intrappolati a causa di un malvagio incantesimo gettato da Kastcheï. Un mostro di Kastcheï rinchiuse Ivan in una torre minacciando di ucciderlo, ma lui si ricordò della magica piuma e suonandola, chiama a sé l’uccello di fuoco. L’uccello di fuoco gettò un incantesimo contro Kastcheï e i suoi sottoposti, spedendoli nel giro della Danza Infernale, fino a che non crollarono esausti. Caddero esausti in un sonno profondo, Kastcheï è sconfitto, e questo conduce al glorioso finale in cui tutti tornano liberi. È basato su una popolare fiaba russa. Mi ricordo di averla letta quando ero piccolo. Bene, io interpreterò Ivan e tu interpreterai L’Uccello di Fuoco al posto di Rue.”
“Straordinario, che storia meravigliosa.” Disse Ahiru sorridendo
“Bene, iniziamo la pratica.”
All’inizio fu un po’ dura per Ahiru. Ma Fakir era un ballerino davvero esperto e lei era come seta tra le sue mani.
“Sei un po’ migliorata dall’ultima volta che abbiamo danzato insieme.”
Ahiru arrossì. “L-l’ultima volta ?...” lei si ricordò del loro ballo in fondo al lago della disperazione. È stato un momento davvero importante e anche una delle poche volte in cui ha potuto vedere il vero Fakir.
“Hey, non ricordi ? Quel giorno al Teatro Electric. Cercavano un volontario per esibirsi sul palco…Ebbene, mi ricordo che Paulamoni scelse te.”
Ah. Era quello. Ahiru rimase delusa. Quella non era l’ultima volta che avevano danzato insieme, come aveva potuto dimenticarsene Fakir ? Lei non lo dimenticherebbe mai…
Continuarono ad esercitarsi un altro po’ e finirono quando fuori si fece buio e Ga-chan si era addormentato. Mancavano solo due giorni prima dello spettacolo.
________________________________________
Rue sospirò. Si sentiva sola senza il suo principe al suo fianco ma aveva promesso a Neko-Sensei di prendere parte all’annuale spettacolo di balletto dell’Accademia Kinkan. Neko-Sensei le aveva insegnato tutto ciò che sapeva e non poteva rifiutare.
Il destino aveva deciso che il suo partner sarebbe stato Fakir. Un tempo avevano danzato insieme e Rue ha sempre pensato che la danza di Fakir era molto appassionata quanto quella di Mytho anche se la sua tecnica non era così perfetta…
All’improvviso qualcuno bussò alla sua porta. Era il postino con un telegramma:
Mytho è grave. Ritorni.
Questo era tutto quel che diceva.
________________________________________
Capitolo 4
Il mattino dopo Piquie e Lilie diedero ad Ahiru una brutta notizia. Mytho era grave, Rue doveva andare via per prendersi cura di lui e Neko-Sensei la stava cercando per parlarle urgentemente. Ahiru temé il peggio.
Quando entrò Neko-Sensei si asciugò il sudore. Neko-Sensei graffiò nervosamente le tende in preda a un attacco di cuore ma si fermò quando vide Ahiru alla porta.
“Ehem, Ahiru-san. Vorrei discutere con te di un importante questione, siediti.”
“S-sì.”
“Come saprai, domani è il giorno del nostro spettacolo annuale…Ma sono successi alcuni problemi e Rue non può interpretare il ruolo della protagonista. Tu ti sei esercitata molto con Fakir e se l’unica che può prendere il posto di Rue, se vuoi oppure…”
“Ma non posso Neko-Sensei!! Non sono adatta ad interpretare un ruolo così impor…”
“Oppure DOVRAI SPOSARTI CON ME!”
“Sì- sì!! Lo farò!!” Ahiru uscì dalla stanza in un battito di ciglia.
‘Fakir si arrabbierà quando gli dirò questo.’ pensò tristemente.
________________________________________
Quando Ahiru entrò a casa di Fakir lo trovò che giocava col bambino. Aveva Ga-chan seduto sulle ginocchia e stava giocando con alcuni pupazzetti da dito. Interpretava il drago malvagio che il Cavaliere coraggioso allo stesso tempo e Ga-chan batteva le mani. Ahiru sorrise. Era così diverso.
Quando notò Ahiru tossì ed arrossì come un pomodoro, lanciando le marionette sul pavimento.
“Co-cosa è successo ? Sei tornata presto.”
Ahiru non si aspettava la reazione di Fakir alla notizia. Rimase in silenzio per un minuto e poi la guardò.
“Non preoccuparti, ce la faremo. Dopotutto ci siamo esercitati insieme in questi giorni e non c’è stato nessun problema.”
“Ma non posso, tutti rideranno di me. Sono goffa…e non posso essere di nuovo la Principessa Tutù…”
Iniziarono a cadere delle lacrime dai suoi occhi e Fakir l’abbracciò.
“Ascoltami. Non hai bisogno di nessuna magia per essere di nuovo la Principessa Tutù. Tu non sei sola… non lo sarai mai. Io sarò sempre al tuo fianco in qualunque momento.” Disse dolcemente Fakir.
Ahiru ancora piangendo fece cenno si sì col capo. Ora capì quanto era stata cieca pensando solo a Mytho che aveva scelto Rue-Chan e non lei. Mytho e Rue avevano avuto un lieto fine, ma lei ?
Cosa gli era successo ? Fakir aveva mostrato quanto teneva a lei con le azioni, non con le parole. Lei continuava a piangere e Fakir fece una faccia triste.
“Non piangere, Mytho sta bene. Sono sicuro che Rue si prenderà cura di lui, quindi per favore…”
Ahiru afferrò un po’ della stoffa della sua maglia e lo guardò negli occhi. Fakir vide i suoi bellissimi occhi blu splendere tra le lacrime e non riuscì a controllarsi. La prese per le spalle e al baciò bramosamente e profondamente.
Improvvisamente capì cosa aveva appena fatto e si allontanò, shockato. Ahiru si portò un dito alle labbra, i suoi occhi erano spalancati.
“Io non volevo… scusa!” Fakir aprì la porta e scappò via.
Ahiru non capiva perché Fakir si era comportato così. Il suo cuore batteva all’impazzata e l’unico pensiero che aveva in mente era che il sapore delle labbra di Fakir era molto dolce. Lei prese Ga-chan e si addormentò piangendo.
________________________________________
Il giorno dopo Fakir e Ahiru si incontrarono dietro le quinte. Ahiru era vestita con un bellissimo tutù rosso decorato con scintillanti ornamenti dorati e con delle ali rosse sulla schiena. Siccome anche i suoi capelli erano rossi i suoi occhi blu creavano un affascinante contrasto. Lei era l’uccello di fuoco. Fakir era vestito come un principe.
Ahiru ci aveva pensato la notte prima e aveva deciso. Continuare a comportarsi come se non fosse successo niente tra loro. Questo in modo che potessero continuare ad essere amici. Lui aveva detto che non significava nulla il fatto che l’abbia baciata…
Fakir arrossì. Lei era bellissima vestita così e lui sentì l’esigenza di ripetere quanto aveva fatto la notte prima così lui voltò lo sguardo. Poi Ahiru posò la propria mano sulla sua.
“Diamo il meglio di noi, Fakir!” disse con un sorriso
“Sì. Fakir sorrise. Era sempre la solita Ahiru e non poteva odiarla.
________________________________________
Il sipario si alzò e si fece silenzio in sala. Il pubblico era affascinato dai movimenti aggraziati dei ballerini. Dopodichè, all’improvviso, tutti iniziarono a commuoversi ed ad applaudire.
“Wow, chi era la ragazza che interpretava l’uccello ? Ho sentito che Rue non poteva partecipare così devono aver scelto una studentessa della classe superiore ma il suo volto non mi è familiare…”
“Devo vedere sul programma… Eh? Ahiru?!”
“Non è possibile…”
“C’è solo una ragazza con questo nome nella nostra Accademia e ha i capelli rossi…”
Tutti iniziarono a spettegolare su questo.
Ahiru e Fakir erano in piedi dietro il sipario e si guardarono a vicenda. Erano stanchi ma felici.
“Per favore dimentica quanto è successo ieri. Io so quali sono i tuoi sentimenti su Mytho e non ho diritto di baciarti, ma non sai quanto ti voglio.”
Ahiru spalancò gli occhi. Si era lasciata un grosso peso alle spalle e senza pensarci si alzò sulle punte e baciò Fakir sulle labbra.
Fakir era in Paradiso. Sentiva i suoi sentimenti passare ad Ahiru attraverso le sue labbra. Non era più capace di esprimerli da quando i suoi genitori erano morti, aveva alzato un muro attorno a lui e nessuno era in grado di romperlo. Quella piccola papera scaldò il suo cuore con la propria innocenza e dolcezza. Le sue mani vagarono attorno al suo viso accarezzando la sua soffice pelle. Quando lui baciò profondamente Ahiru gli tremarono le gambe.
Quando il sipario si alzò tutti videro che loro si baciavano. Si voltarono e diventarono rossi come pomodori e provarono a comportarsi normalmente mentre il pubblico era commosso.
________________________________________
Quando tornarono a casa Ga-chan dormiva placidamente tra le braccia di Ahiru.
“Una delle mie zie vorrebbe adottarlo. È sposata ma non può avere figli, non vede l’ora di prendersi cura del bambino.”
“È un’ottima notizia.” Ahiru sorrise ma non era felice. Voleva il meglio per il bambino ma si era affezionata a lui.
All’improvviso una luce brillante avvolse il bambino e una risata risuonò. Ga-chan fluttuò in aria e quando, con un pluoff scomparì nel nulla lasciando solo un piccolo pezzo di carta. Fakir lo lesse e rimase sorpreso.
“Sono felice di aver aiutato voi due. La sua presenza non è più necessaria in questa storia. Ora, se volete avere un bambino sapete come fare. *wink*”
Fakir ed Ahiru si guardarono l’un l’altro.
“Cosa è…?”
“Può essere stato il Signor Drosselmayer ? Non è possibile…”
“Bene e adesso cosa dico a mia zia ?” Fakir si grattò in testa.
________________________________________
Dopo alcune miglia Rue-chan era arrivata a casa e trovò Mytho che stava leggendo un libro.
“Rue, come mai sei tornata così presto ? Non mi hai detto che saresti arrivata oggi…”
“Stai bene ? Sei ferito da qualche parte ? Ho ricevuto il tuo telegramma e sono subito tornata.”
“Telegramma ? Non ti ho spedito nessun telegramma…Sto bene, un po’ stressato ma bene.”
Fuori dalla finestra una figura sinistra rise in modo raccapricciante e poi sparì con i primi fiocchi di neve mentre Rue dava il bacio della buonanotte al suo principe.
FINE