NOTE DELL'AUTRICE
Eccomi finalmente con il primo capitolo di questa storia, mi scuso per avervi fatto aspettare così tanto. Spero che la parte hot risulti credibile.
Una vita normale
Capitolo 1
Incontro
Incontrarsi e specchiarsi negli occhi dell’altro in un attimo in cui il tempo sembra fermo solo per loro mentre attorno il mondo continua a muoversi indifferentemente.
È quello che stava accadendo a loro due in quel momento: lei si abbandonò al pianto e lui le asciugò col palmo della mano le lacrime che non smettevano di scendere.
- Oh,Sulfus non puoi immaginare quanto ti ho cercato e finalmente ti ho ritrovato, sono così felice. -
- E allora perché piangi ? –
- Non so, le lacrime non smettono di scendere. -
Lui prontamente le leccò la guancia poi prese il suo viso tra le mani e la baciò.
- È meglio se ce andiamo di qua se no attireremo gli sguardi di tutti.-
Lei fece cenno di sì con la testa, poi lui la prese per mano e si allontanò di corsa con lei.
Senza accorgersene si ritrovò nella zona dove c’era il loro posto segreto, si fermarono e ripresero a camminare normalmente sempre tenendosi per mano.
- Dove andiamo ? –
- Non so, volevo proporti di andare al nostro posto segreto ma quando sono sceso sulla terra dopo che ho rinunciato all’eternità l’ho trovato abitato. –
- E non ti è sorto il dubbio che potessi esserci io lì dentro ? –
- Non volevo essere così ingenuo. –
- Allora dovresti maledire il tuo orgoglio da devil che non ti ha fatto credere e sperare. –
- Perché mi dici questo ? –
- Perché ci abito io lì.Ah,eccoci arrivati. – disse quando si trovarono di fronte ad una palazzina moderna a sei piani.
Raf varcò il portone, poi si rivolse a Sulfus che la guardava mortificato.
- Entra, dai. –
Entrò e presero le scale per salire fino all’ultimo piano dove si trovava l’appartamento che avevano condiviso da Eterni subito dopo che avevano scoperto di amarsi entrambi, si rifugiavano lì quando volevano stare insieme senza problemi.
Arrivarono davanti alla soglia di casa, Raf prese le chiavi ed aprì, subito venne accolta dal frusciare d’ali della sua mascotte che le venne incontro.
- Ciao Cox, hai fatto la brava ? – disse prendendola tra le mani, poi la lasciò volare via ed iniziò ad entrare insieme a Sulfus che la seguì. Mentre cercava l’interruttore della luce all’improvviso fu baciata da lui, lei ricambiò il bacio, un bacio passionale e caldo come le sue labbra ma anche tanto dolce.
Senza staccarsi avanzarono fino alla camera da letto, continuando a baciarla assaporando le sue labbra facendo affidamento solo sui propri sensi e ricordi raggiunsero il letto e lì la adagiò sul materasso.
Si staccò da quel bacio e rimase a fissare il suo viso accaldato e la sua espressione intimidita e,al contempo, eccitata.
Stava a cavalcioni sopra di lei, si tolse prima il cappotto, poi si sfilò la maglia e rimase a dorso nudo, la fece sedere sul letto, dopodiché iniziò a baciarla sul collo e mentre la baciava con la mano cercava la zip dell’abito, la trovò e la scese giù, le abbassò le maniche fino a far scendere giù il corpetto scoprendole il seno che subito iniziò a baciare, poi le alzò le braccia e le sfilò la veste lasciandola nuda, dall’imbarazzo lei si ridistese sul letto e si coprì il petto incrociando le braccia.
Lui le sussurrò all’orecchio:
-Rilassati…- dopodiché iniziò a sfilarle una calza e le baciò il piede dito per dito continuò fino a baciare tutta la gamba mentre con una mano infilata nell’altra calza le massaggiava l’altra gamba fino a che non le sfilò anche l’altra calza.
Poi si alzò e fu di nuovo sopra di lei, il suo sguardo eccitato incrociò quello di lei e con passione la baciò attirandola a sé, le sue mani arrivarono fino all’attaccatura del reggiseno, lo sganciò lasciandolo scivolare sulla sua pelle, con fare voglioso si preparò a succhiarle uno dei seni avidamente, i suoi gemiti andavano a ritmo col proprio respiro sempre più affannato, quando sentì il capezzolo duro sotto la lingua, avvertì che la propria eccitazione era al massimo: con fretta si sfilò i pantaloni e li gettò via, poi la ristrinse a sé ed iniziò a carezzarla e a sfiorarle il corpo con un dito, quel contatto la fece ridere come una bambina, la sua bambina.
Ormai mancavano pochi metri di stoffa a dividerli i loro sguardi si incrociarono di nuovo, poi lui le chiese:
- Sei pronta ? –
- Prontissima –
- Ok.- e mentre lei in ginocchio si sfilava le mutandine, lui si sfilò i boxer gettandoli via, vide il suo viso arrossire di vergogna e così la prese per un braccio e l’attirò verso di lui, la strinse al petto, poi prese il suo viso tra le mani e la baciò stavolta dolcemente.
Si abbracciarono, il contatto tra i loro corpi nudi era piacevole, una sensazione che culminò in unione quando quasi senza accorgersene lui la fece sua.
Rimasero in quell’abbraccio per un altro po’, poi si lasciarono cadere sfiniti e baciandosi un’ultima volta si addormentarono l’uno nelle braccia dell’altro.