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Una vita normale, Angel's Friends
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"facciamo indossare vestiti alle nostre parole,per coprire chi veramente siamo"

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NOTA DELL'AUTRICE
Questa è la prima parte del prologo di "Una vita normale", la mia fan-fiction Raf x Sulfus che racconterà della loro vita insiem dopo che hanno rinunciato entrambi all'eternità; ma in questa vita è presente la Spada di Damocle della punizione data dalle Basse Sfere a Sulfus: una punizione che solo l'amore riesce a rendere sopportabile.Nell'attesa del vivo della storia godetevi il prologo.

UNA VITA NORMALE

Genere:Romantico,drammatico,introspettivo
Avvisi:P.O.V.:Punto di vista- racconto in prima persona
Personaggi:Raf,Sulfus, un pò tutti
Pairing:Raf x Sulfus


Una vita normale

Prologo
Il vestito della felicità




“Ho un tesoro, un tesoro che vale più dell’oro. È un vestito nero con il pizzo rosso, è un vestito nero con il pizzo rosso, è un dono del mio amore, è un dono del mio amore. Non è nulla ma è speciale perché è il modo per farmi trovare.”
Questo canticchio mentre mi tolgo il vestito che ho indosso: è la prima cosa che faccio non appena rientro a casa, dopo aver salutato Cox, la mia mascotte che è lì ad aspettarmi al mio ritorno.
Così, eccomi qui,con questo vestito tra le mani a chiedere a Cox, se non sia pazza ad indossare questo vestito ogni giorno, con ogni tempo, anche dopo il lavoro e ad andare in giro a cercarlo e lei mi risponde che sono solo tanto innamorata; sì, si deve essere solo tanto innamorati per rinunciare senza nessun rimpianto alla propria eternità pur di vivere insieme a chi ami.
Con la pace nell’anima decido di prendere una stanfella e di posarci su, con cura, il vestito; poi cerco la mia camicia da notte e dopo essermi rivestita mi seggo a terra a fissarlo ed inizio a ricordare.
Ricordo della prima volta che uscimmo insieme: io avevo tolto la schermatura e lui mi condusse qui, in una zona piena di palazzi alti e mi portò dentro ad uno di questi, salimmo fino e sopra, dove c’era questo appartamento abbandonato e lì mi disse che quello sarebbe stato il posto in cui staremmo stati insieme senza problemi e così fu… fu in un giorno di settembre che mi chiese quando era il mio compleanno, io non sapevo rispondergli ma abbozzai lo stesso una data:
<< Il 29 settembre >>
<<allora ti farò un regalo.>>
E così fu, si presentò al nostro appartamento con un grande pacco che io subito aprii e dentro ci trovai questo vestito che ora sto a fissare.
Lo indossai subito e vedendo nello specchio il riflesso di noi due, in questo posto pieno della nostra vita e di cose ancora nuove raccolte tra i rifiuti, decisi di rinunciare all’eternità.
Non appena rinunciai mi precipitai qui, sicura di trovarlo, ma non lo trovai ad aspettarmi; così mi rimboccai le maniche: per prima cosa ceraci un lavoro che mi desse da vivere, poi cercai di vivere non perdendo la speranza.
Non importa quanto possa aspettare, io ti troverò e quando accadrà ti dirò che ora possiamo stare insieme per sempre.
Non importa quanto aspetterò, ma un giorno anche tu vedrai questo vestito e sarà indosso a me.
Non importa quanto aspetterò ma io ti aspetterò sempre…
Sulfus.




NOTA DELL'AUTRICE:
Eccomi con la seconda ed ultima parte del prologo,stavolta l'azione viene vista attraverso gli occhi di Sulfus. Dopo di questo, inizierà la fan-fiction che sarà narrata in terza persona e partirà da dove si interrompe il prologo.

Una vita normale
Prologo
Parte seconda
Incontro



Si dice che il destino è imprevedibile, ed per questo che i grandi eventi capitino nei giorni come tanti altri. All’inizio ci credevo, credevo di poter ritrovare Raf, ma ora mi riesce difficile perfino credere che possa aver rinunciato all’eternità.
Infatti, quando rinunciai all’eternità,come punizione per aver amato un angelo, le Alte Sfere decisero che non dovevo sapere nulla di lei: né dove fosse, né se avesse rinunciato all’eternità; nonostante questo, però, il mio primo impulso da Terreno, fu di andare in quel ’ appartamento abbandonato, sicuro di trovarla lì; purtroppo, lo trovai abitato ed ero troppo orgoglioso per cadere preda dell’ingenuità e bussare a quella porta, pensando che ad aprirmi potesse esserci lei.
Così, girai le spalle ed iniziai la mia nuova vita: per prima cosa trovai un posto dove vivere e lo trovai in una pensione con annesso ristorante, dove in cambio di vitto e alloggio, dovevo esibirmi per loro. I soldi che guadagnavo li usai per comprarmi qualche vestito e un quaderno dove comporre le mie canzoni e li, tra quelle pagine, ne ho scritta una per Raf, ma non la spreco cantandola tutte le sere, la conservo per quanto terrò il mio primo concerto, la canterò sperando che tra il pubblico ci sia lei, ma per ora questi sono solo pensieri.
Così, anche questa sera, mentre cammino per tornare alla pensione, mi ritrovo a pensare a Raf, ero così assorto nei miei pensieri, da non accorgermi della ragazza che andava verso di me, che finii per essere investito da lei. Fu un attimo, ci trovammo tutti e due seduti a terra.
<<e stai un po’ attenta!>> le dissi e mentre mi alzavo notai che indossava un vestito identico a quello che avevo regalato a Raf.
<<scusa.>> mi disse mentre si alzava e con una mano si rassettava il suo vestito.
E quando il suo sguardo incrociò il mio...
<<raf>>
<<sulfus>>
L’avevo ritrovata proprio in un giorno uguale a tanti altri.


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Status: Offline: ultima azione eseguita il 26/11/2009, 21:45


Avevo già letto ed espresso la mia opinione sulla prima parte, ma vedo che hai aggiunto anche la seconda.
A parte alcuni errorini che persistono ( un leggero sfasamento di tempo alla fine, virgole a volte eccessive, un po' troppe ripetizioni ) mi è piaciuto molto, non pensavo che i due si sarebbero ritrovati subito nel prologo.
E poi sinceramente adoro come l'hai aperta, ma soprattutto chiusa *_*
Seguirò con piacere questa ff, visto tra l'altro che ultimamente ho cominciato ad interessarmi al fumetto ^^

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moiralafee
view post Posted on 6/11/2009, 18:36Quote

Utente cancellato






e bellissimo ma mi kiedevo quando esce il second
il prox cap è dalla pov di Raf o di Sulfus
 
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Il primo capitolo sarà in terza persona e ci vuole un pò di tempo perchè mi metta di nuovo all'opera, sono perfezionista e devo avere lo spirito per riuscire a fare bene qualcosa.

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view post Posted on 30/11/2009, 14:27Quote
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NOTE DELL'AUTRICE

Eccomi finalmente con il primo capitolo di questa storia, mi scuso per avervi fatto aspettare così tanto. Spero che la parte hot risulti credibile.


Una vita normale
Capitolo 1
Incontro




Incontrarsi e specchiarsi negli occhi dell’altro in un attimo in cui il tempo sembra fermo solo per loro mentre attorno il mondo continua a muoversi indifferentemente.
È quello che stava accadendo a loro due in quel momento: lei si abbandonò al pianto e lui le asciugò col palmo della mano le lacrime che non smettevano di scendere.
- Oh,Sulfus non puoi immaginare quanto ti ho cercato e finalmente ti ho ritrovato, sono così felice. -
- E allora perché piangi ? –
- Non so, le lacrime non smettono di scendere. -
Lui prontamente le leccò la guancia poi prese il suo viso tra le mani e la baciò.
- È meglio se ce andiamo di qua se no attireremo gli sguardi di tutti.-
Lei fece cenno di sì con la testa, poi lui la prese per mano e si allontanò di corsa con lei.
Senza accorgersene si ritrovò nella zona dove c’era il loro posto segreto, si fermarono e ripresero a camminare normalmente sempre tenendosi per mano.
- Dove andiamo ? –
- Non so, volevo proporti di andare al nostro posto segreto ma quando sono sceso sulla terra dopo che ho rinunciato all’eternità l’ho trovato abitato. –
- E non ti è sorto il dubbio che potessi esserci io lì dentro ? –
- Non volevo essere così ingenuo. –
- Allora dovresti maledire il tuo orgoglio da devil che non ti ha fatto credere e sperare. –
- Perché mi dici questo ? –
- Perché ci abito io lì.Ah,eccoci arrivati. – disse quando si trovarono di fronte ad una palazzina moderna a sei piani.
Raf varcò il portone, poi si rivolse a Sulfus che la guardava mortificato.
- Entra, dai. –
Entrò e presero le scale per salire fino all’ultimo piano dove si trovava l’appartamento che avevano condiviso da Eterni subito dopo che avevano scoperto di amarsi entrambi, si rifugiavano lì quando volevano stare insieme senza problemi.
Arrivarono davanti alla soglia di casa, Raf prese le chiavi ed aprì, subito venne accolta dal frusciare d’ali della sua mascotte che le venne incontro.
- Ciao Cox, hai fatto la brava ? – disse prendendola tra le mani, poi la lasciò volare via ed iniziò ad entrare insieme a Sulfus che la seguì. Mentre cercava l’interruttore della luce all’improvviso fu baciata da lui, lei ricambiò il bacio, un bacio passionale e caldo come le sue labbra ma anche tanto dolce.
Senza staccarsi avanzarono fino alla camera da letto, continuando a baciarla assaporando le sue labbra facendo affidamento solo sui propri sensi e ricordi raggiunsero il letto e lì la adagiò sul materasso.
Si staccò da quel bacio e rimase a fissare il suo viso accaldato e la sua espressione intimidita e,al contempo, eccitata.
Stava a cavalcioni sopra di lei, si tolse prima il cappotto, poi si sfilò la maglia e rimase a dorso nudo, la fece sedere sul letto, dopodiché iniziò a baciarla sul collo e mentre la baciava con la mano cercava la zip dell’abito, la trovò e la scese giù, le abbassò le maniche fino a far scendere giù il corpetto scoprendole il seno che subito iniziò a baciare, poi le alzò le braccia e le sfilò la veste lasciandola nuda, dall’imbarazzo lei si ridistese sul letto e si coprì il petto incrociando le braccia.
Lui le sussurrò all’orecchio:
-Rilassati…- dopodiché iniziò a sfilarle una calza e le baciò il piede dito per dito continuò fino a baciare tutta la gamba mentre con una mano infilata nell’altra calza le massaggiava l’altra gamba fino a che non le sfilò anche l’altra calza.
Poi si alzò e fu di nuovo sopra di lei, il suo sguardo eccitato incrociò quello di lei e con passione la baciò attirandola a sé, le sue mani arrivarono fino all’attaccatura del reggiseno, lo sganciò lasciandolo scivolare sulla sua pelle, con fare voglioso si preparò a succhiarle uno dei seni avidamente, i suoi gemiti andavano a ritmo col proprio respiro sempre più affannato, quando sentì il capezzolo duro sotto la lingua, avvertì che la propria eccitazione era al massimo: con fretta si sfilò i pantaloni e li gettò via, poi la ristrinse a sé ed iniziò a carezzarla e a sfiorarle il corpo con un dito, quel contatto la fece ridere come una bambina, la sua bambina.
Ormai mancavano pochi metri di stoffa a dividerli i loro sguardi si incrociarono di nuovo, poi lui le chiese:
- Sei pronta ? –
- Prontissima –
- Ok.- e mentre lei in ginocchio si sfilava le mutandine, lui si sfilò i boxer gettandoli via, vide il suo viso arrossire di vergogna e così la prese per un braccio e l’attirò verso di lui, la strinse al petto, poi prese il suo viso tra le mani e la baciò stavolta dolcemente.
Si abbracciarono, il contatto tra i loro corpi nudi era piacevole, una sensazione che culminò in unione quando quasi senza accorgersene lui la fece sua.
Rimasero in quell’abbraccio per un altro po’, poi si lasciarono cadere sfiniti e baciandosi un’ultima volta si addormentarono l’uno nelle braccia dell’altro.

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